Democrazia diretta, tra utopia e realtà

Roma, la Giunta approva una variazione al bilancio

Democrazia diretta come evoluzione naturale di quella rappresentativa. E’ questa l’idea che, stando alle parole del deputato pentastellato Riccardo Fraccaro, il quale ha presentato il progetto insieme al consigliere comunale Angelo Sturni e all’assessore a Roma semplice Flavia Marzano, il Movimento Cinque Stelle intende sviluppare per la capitale. Petizioni online, bilancio partecipativo, referendum (senza quorum), sono gli strumenti pensati per avvicinare i cittadini alle istituzioni, coinvolgendoli nell’amministrazione della città; qualcosa di simile a quanto accade, non sempre a dirla tutta, con le decisioni del M5S, gestite tramite la piattaforma Rousseau.

Democrazia diretta. Nella foto il fondatore del Movimento5Stelle Casaleggio
Democrazia diretta, il grande sogno di Roberto Casaleggio

Un passaggio che riapre il dibattito tra le due grandi forme di democrazia teorizzate negli ultimi due secoli e mezzo. L’una, quella diretta, ha affascinato decine di filosofi e rivoluzionari, da Rousseau a Marx, ma ha trovato scarso riscontro pratico, se non in rare e sfortunate circostanze, come nel caso della Comune parigina del 1871; l’altra, quella rappresentativa, non può vantare lo stesso appeal della concorrente, ma è quella attuata, di fatto, nella maggior parte degli stati contemporanei.

Le possibilità effettive di sviluppare elementi di democrazia diretta sono da sempre sottoposti al vaglio della filosofia e della scienza politica. Uno degli aspetti chiave della questione, che infatti non è sfuggito all’assessore Marzano, è legato alla competenza dei cittadini, chiamati a rispondere su temi che, sovente, richiedono una conoscenza specifica. Problematico, inoltre, appare l’utilizzo del referendum senza quorum, che rischia di lasciare in mano a ristrette clientele, a Roma diffuse più che altrove, decisioni importanti per la città.

D’altro canto, la crisi delle istituzioni, dilagante in Italia e non solo, passa anche attraverso il netto scollamento tra la politica e il paese reale; distacco al quale la democrazia diretta può dare risposte significative. Va altresì considerato come la partecipazione attiva dei cittadini possa stimolare in essi la ricerca di una competenza sempre maggiore; la democrazia diretta intesa dunque anche, se non soprattutto, come strumento pedagogico. Infine, il bilancio partecipativo è realtà in tanti comuni del nostro paese, e sarebbe un modo per avvicinare Roma alle città europee più all’avanguardia.

Siamo chiaramente ancora nel campo del possibile. Un argomento sul quale c’è ancora molto da dire, e molte opinioni divergenti che devono essere analizzate. E’ certo, ad ogni modo, che l’idea della giunta pentastellata rappresenta un’occasione per estendere il dibattito oltre le aule delle università, dei convegni e dei centri di ricerca, coinvolgendo altri settori della società. La democrazia diretta, in fin dei conti, parte proprio da qui.

Matteo Masum