Alitalia, a Roma e Fiumicino i rischi maggiori

Alitalia Roma Fiumicino

Alitalia Roma Fiumicino

Giornata di sciopero. E non è affatto una novità, si può tranquillamente e serenamente dire. Ma quello che sta accadendo in casa Alitalia, per l’ennesima volta alle prese ancora una volta con una situazione di crisi e di impasse, potrebbe colpire principalmente Roma e il suo aeroporto di maggior riferimento, ossia quello di Fiumicino. La vertenza è finita sul tavolo del Governo e a essa parteciperanno anche l’azienda e i sindacati.  Gli esuberi sono ben 2037 e in più è previsto un taglio degli stipendi del 30%. Ed è per questo che il 5 aprile sarà di nuovo sciopero. Piove sul bagnato insomma.

Quello di Alitalia non è un piano industriale, ma di risparmi. Questa non può essere considerata una vertenza di poco conto, perché riguarda il sistema Paese nel suo complesso. Per come ci è stata dipinta Alitalia diventerebbe una sorta di low cost e non è possibile che un Paese come il nostro rinunci a un settore così importante e ad avere un compagnia aerea di un certo spessore. Chiediamo un impegno non solo al Governo, ma anche ad enti locali come la Regione Lazio e i comuni di Roma e Fiumicino”, queste le parole di Eugenio Stanziale, segretario Filt Cgil di Roma e del Lazio.

Sono 1850 le persone che rischiano di perdere il loro posto di lavoro nel territorio laziale. A questi vanno aggiunti i 400 dipendenti del personale di volo, il cui contratto scadrà nel mese di agosto. Numeri che fanno venire i brividi. La situazione è dunque a dir poco complessa e delicata.  I lavoratori rischiano di pagare anni e anni di malagestione. Il rischio è che non si riesca a trovare il bandolo della matassa e che chi deve e dovrà viaggiare in aereo sarà costretto a convivere con costanti e continui disagi. Un altro specchio del nostro Paese.

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